L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA. QUALCUNO LO DICA A BERLUSCONI…

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”

E’ questo il principio sancito dall’art.11 della Costituzione italiana. In pieno contrasto a tale principio, due giorni fa, il nostro presidente del consiglio Berlusconi ha autorizzato le missioni aeree in territorio libico. In poche parole, ha dato il via ai bombardamenti italiani alla Libia. Non voglio discutere qui sulla legittimità di tale azione, che personalmente ritengo illegittima, ma su un altro aspetto della questione. Quello della falsità e dell’ipocrisia dei governi facenti parte della Nato. Se analizziamo bene la questione, quando abbiamo assistito a una reazione dei governi occidentali alla rivoluzione civile in corso in Libia? Soltanto dopo diverse settimane che questa aveva avuto inizio, circa quattro. La risoluzione dell’Onu che di fatto ha inviato i primi raid aerei in territorio libico ha successivamente operato per la difesa dei diritti umanitari delle popolazioni che si erano ribellate al regime di Gheddafi. Numerosi capi di stato si sono dichiarati indignati e profondamente colpiti dalla lotta per la libertà e per i diritti del popolo civile libico. A questo punto mi chiedo cosa stessero facendo, questi stessi capi di stato e di governo, durante gli ultimi 40 anni in cui Gheddafi ha terrorizzato il proprio popolo con un regime dittatoriale e compiuto in diverse occasioni azioni lesive dei diritti umani. Dove erano costoro in questi 40 anni? Beh, molti di loro, tra i quali anche i nostri capi di governo, di centrodestra e centrosinistra, erano seduti attorno ad un tavolo, proprio insieme a Gheddafi, a stringere contratti di affari e a stipulare accordi economici con questo dittatore. Contratti che riguardavano gas naturali, petrolio, immigrazione clandestina, fornitura di armi e mezzi e tanto altro. Ma allora siamo di fronte a cosa in questi giorni? A un improvviso pentimento di massa di questi politici che adesso bombardano la Libia di Gheddafi? Sarà forse che il dittatore libico non è piu “utile”? Una cosa è certa, quando leggo in questi giorni le dichiarazioni di questi politici che si dicono emotivamente sconvolti dalle atrocità perpetrate dal regime di Gheddafi, provo un forte senso di sdegno, non credo a una sola delle loro parole, proprio perché, come ho scritto prima, per decenni hanno fatto finta di non vedere ciò che Gheddafi faceva, perché gli interessi economici in ballo erano troppo forti. La triste verità è che della ribellione al regime da parte dei cittadini libici e della guerra che inevitabilmente causerà anche vittime civili, importa davvero poco ai potenti del pianeta, costoro sono troppo impegnati a contare i barili di petrolio, i contratti dei gas naturali e i dollari che da questi ultimi derivano. Riguardo alla presa di posizione del governo italiano sulla questione preferisco stendere un velo pietoso, cosi come un velo pietoso dovrebbe essere steso sui cosiddetti “missili intelligenti” capaci di colpire solo gli obiettivi sensibili e non i civili di cui ha parlato il ministro della difesa La Russa. Non ci resta che sperare che questa guerra finisca il prima possibile. A presto.

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