Superati i giorni dei festeggiamenti, legittimi, per il raggiungimento del quorum nel referendum dello scorso weekend, occorre adesso rituffarsi nella realtà della situazione del nostro Paese. Realtà che vede il governo sottovalutare i dati referendari, snobbare la volontà popolare e autoproclamare, nuovamente, il proprio diritto a continuare a legiferare. Arroganza cieca e ottusa che è stata espressa in questi giorni da vari rappresentanti di governo, ad esempio la Santanchè e Stracquadanio. Ma come non scrivere due righe in questo post su quanto accaduto ieri a Roma durante il convegno dedicato alla “Giornata Nazionale dell’Innovazione”? A tale incontro è intervenuto il ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta il quale, al termine del suo intervento, stava per ascoltare delle domande da parte di due donne che avevano chiesto di interloquire con lui. Ma appena le donne si son presentate, affermando di far parte della rete dei precari al servizio della pubblica amministrazione, il ministro ha voltato loro le spalle, abbandonando il palco e affermando che “Questa è la peggiore Italia”, riferendosi alle due donne precarie. Tale disdicevole dichiarazione ha suscitato vivaci proteste come potrete ben vedere in questo video, curato dalla redazione de “Il Fatto Quotidiano”, cliccando Q U I . Considero quanto avvenuto il chiaro esempio della distanza abissale che divide la popolazione, e i suoi relativi bisogni e necessità, dalla classe politica italiana che, non solo non risolve i problemi della collettività cosi come sarebbe suo dovere fare, ma si permette inoltre di insultarne i rappresentanti, in questo caso quelli dei precari. Per quanto riguarda in particolare il ministro in questione, Brunetta, voglio citarvi uno stralcio dell’articolo di Peter Gomez su “Il Fatto Quotidiano”, che mi trova completamente d’accordo:
“Renato Brunetta è un piccolo uomo. E questo fatto non ha niente a che vedere con la sua statura fisica. Invitare sul palco di un convengo una ragazza, che vuole porre con educazione una domanda, e andarsene dicendo “voi siete l’Italia peggiore” non appena lei spiega di essere una lavoratrice della “Rete Precari”, dimostra non solo che il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione è un prepotente maleducato. Ci dice pure tutto sull’assoluta inadeguatezza rispetto al ruolo che ricopre. In tre anni anni di governo l’unica innovazione per cui Brunetta è stato in grado di farsi notare, è stata quella dell’insulto e della parolaccia. Ha definito “elite di merda” quella parte dell’opposizione che non gli piaceva augurandole di “andare a morire ammazzata”. Ha chiamato “panzoni” gli agenti di polizia che lavorano negli uffici e “fannulloni” i dipendenti del suo ministero. Ha fatto così parlare di sé giornali e televisioni. Ha suscitato dibattiti e polemiche. Ma alla resa dei conti non è stato in grado d’introdurre nessun cambiamento di rilievo in favore dei cittadini.”
Cos’altro aggiungere? Soltanto la mia totale solidarietà a coloro i quali, precari, vivono una vita priva di qualsiasi sicurezza economica per se stessi e per le proprie famiglie, ed è una delle peggiori situazioni che un uomo possa trovarsi a dover affrontare. A presto.
