- Paolo Borsellino
- Insieme a Giovanni Falcone
- L’attentato del 19 Luglio 1992
AGGIORNAMENTO 19 LUGLIO 2012: PAOLO BORSELLINO E GIOVANNI FALCONE, VENTI ANNI DOPO. NON LI AVETE UCCISI, LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE.
“Per accertare la verità sulla strage di Borsellino prima ancora che domandarci chi uccise Paolo dobbiamo interrogarci sul perché Paolo è stato ucciso. Era questa la stessa domanda che Borsellino si poneva a pochi giorni dalla morte dell’amico e collega Giovanni Falcone”. Antonio Ingroia, Procuratore aggiunto Dda di Palermo.
AGGIORNAMENTO: 17 LUGLIO 2012: SALVATORE BORSELLINO: “NAPOLITANO DEVE DIMETTERSI, IL SUO GESTO E’ UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE”
AGGIORNAMENTO: 23 MAGGIO 2012: GIOVANNI FALCONE, UN GIUDICE ITALIANO. LEGGI QUI.
AGGIORNAMENTO: 15 Marzo 2012: Puntata speciale di SERVIZIO PUBBLICO. Ospiti in studio il fratello di Paolo, SALVATORE BORSELLINO e il PM Antonio INGROIA. LEGGI QUI!
AGGIORNAMENTO: 08 Marzo 2012: Novità importanti dalle inchieste sulla strage, LEGGI QUI!
Ogni anno, il 19 luglio, scrivo un post per dedicare un pensiero in occasione dell’anniversario della strage mafiosa di Via D’Amelio. Ogni anno cerco di trovare in me nuove speranze che si possa arrivare finalmente alla verità sui mandanti di quella strage. E ho sempre sperato questo non solo per un senso di giustizia ma sopratutto per un senso di rispetto verso gli uomini dello Stato dilaniati quel giorno da quella bomba, i cui nomi devono restare sempre ben impressi nella nostra memoria. Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ho sempre pensato che i mandanti di quella strage non fossero appartenenti alla mafia siciliana ma ad organi deviati del nostro Stato che, impauriti dalle inchieste condotte prima dal giudice Giovanni Falcone e poi da Paolo Borsellino, commissionarono quelle stragi. Ma questo rimane solo un mio pensiero, fin quando non verranno fuori testimonianze e prove certe in merito. Voglio dire però due parole sul comunicato che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato oggi alla Signora Agnese Borsellino. In special modo, un tratto del discorso in cui egli dice che: “A diciannove anni di distanza il sacrificio di Paolo Borsellino richiama la magistratura, le forze dell’ordine e le istituzioni tutte a intensificare – con armonia di intenti e spirito di effettiva collaborazione – l’azione di contrasto delle mafie e delle sue più insidiose forme di aggressione criminale. Quel sacrificio impegna inoltre le istituzioni e la collettività tutta a uno sforzo convinto e costante nell’opporsi – come dissi anche lo scorso anno – ‘ad atteggiamenti di collusione e indifferenza rispetto al fenomeno mafioso’ e alla sua pervasività”. La magistratura, caro presidente Napolitano, insieme alle forze dell’ordine, da 19 anni si impegna nella ricerca di una verità che probabilmente smuoverebbe questo Paese dalle fondamenta. E non credo che abbiano bisogno di alcun suo richiamo. Per quanto riguarda gli “atteggiamenti di collusione e indifferenza rispetto al fenomeno mafioso”, ai quali la S.V. fa riferimento, la pregherei di rivolgere tale esortazione a coloro i quali siedono sui banchi del Parlamento italiano, tra di essi vi sono stati negli ultimi anni e vi sono ancora taluni indagati (Alcuni condannati) per associazione a delinquere di stampo mafioso, e, cosa ancora piu becera, alcuni di essi continuano ad occupare i loro posti in Parlamento. Quindi caro Presidente, non parli a me o a qualunque altro cittadino italiano o alla famiglia del giudice Paolo Borsellino, con tali frasi demagogiche e di circostanza, ma si impegni piuttosto a far si che i magistrati che si occupano adesso delle stragi mafiose degli anni 1992-93 possano lavorare con la collaborazione dello Stato, senza venire quotidianamente calunniati da questo o quell’esponente politico, senza essere denigrati su alcuni quotidiani nazionali, senza che subiscano, insieme alla magistratura tutta, continui tagli economici ai fondi, alle strutture e ai mezzi da parte di un Governo che non credo proprio abbia a cuore il loro lavoro. Chi ha dato la vita per questo Paese meriterebbe ben altro rispetto e soprattutto i loro familiari meriterebbero la verità su coloro i quali ordinarono la morte dei loro cari. Scusatemi per lo sfogo ma sono davvero stanco di vedere queste passerelle di questi politici in occasione di queste ricorrenze, sono stanco di ascoltare le loro frasi fatte, vuote. Sono stanco di non sapere ancora la verità.
Paolo Borsellino vive. E vivrà per sempre dentro il cuore di ognuno di noi. A presto.


