Archivio Giornaliero: 06/02/2012

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE. NEL REDDITOMETRO ANCHE GLI ANIMALI DOMESTICI E LE SPESE VETERINARIE.

Il nuovo redditometro, schema realizzato dal Corriere della Sera.

Il governo Monti ha dichiarato guerra all’evasione fiscale (Se ne sono accorti solo ora che c’è?) e si sta attivando in numerose direzioni per cercare di arginare il problema. Una di queste è il nuovo redditometro, che dovrebbe entrare in funzione entro il mese di giugno di quest’anno, cosi come dichiarato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. Questo archivio dati non farà altro che analizzare le voci di spesa (100 in tutto) di circa 50 milioni di cittadini italiani, per verificarne il tenore di vita e la loro posizione nei confronti del fisco, alla ricerca di eventuali anomalie. Per dirla in due parole, scusatemi se banalizzo la cosa in modo estremo, se tizio possiede e spende tanto di conseguenza dovrebbe anche avere un reddito alto e pagare più tasse allo Stato, se da un controllo risulta invece che tizio dichiari un reddito molto basso nonostante le alte spese sostenute si presume che probabilmente quest’ultimo nasconda qualcosa al fisco italiano. Nei prossimi mesi avremo senz’altro modo di approfondire il problema, ma adesso voglio porre alla vostra attenzione che tra le 100 voci di spesa del redditometro, ne è stata inserita una relativa al possesso di animali domestici e relative spese veterinarie. Da amante degli animali e considerato il fatto che vivo in casa insieme ad un gatto, le domande che voglio porre a voi lettori sono le seguenti: E’ giusto considerare le spese veterinarie derivate dal possesso di un animale domestico come un fattore di ricchezza? O meglio, e’ giusto ritenere che piu soldi si spendono per la sussistenza e la cura di un animale domestico più alto sarà da considerare il patrimonio del soggetto che li spende? Sono forse gli animali un fattore di ricchezza? Io direi proprio di no. Gli animali sono un dono meraviglioso della natura e viverci insieme è un’esperienza unica, basata sulla passione e sull’affetto reciproco. Io stesso ho un gatto che purtroppo ha una malattia che richiede numerose visite veterinarie e da diversi mesi è sottoposto a una terapia di medicine che devo comprare frequentemente. L’elevata spesa sostenuta dovrebbe autorizzare l’Agenzia delle Entrate a pensare che io sia una persona con elevate disponibilità di denaro e di reddito? O forse dovrebbe far pensare a costoro la cosa più ovvia e naturale, ovvero che io amo il mio gatto e cerco in tutti modi, anche vista la sua malattia, di garantirgli una vita e un trattamento ottimali e degni? Non rimane che aspettare l’entrata in vigore del redditometro e di verificare se sarà effettivamente utile per la lotta all’evasione fiscale. Da parte mia posso solo augurarmi che venga rivista, e se possibile eliminata, la voce riguardante gli animali domestici e le spese veterinarie. Non vorrei che qualche animale (E mi riferisco ovviamente agli uomini) decidesse di abbandonare i suoi coinquilini a 4 zampe solo per evitare le spese veterinarie e per non vedersele considerate come capacità di reddito. A presto.