“Raisport, il servizio sportivo peggiore di sempre”:
Per Aldo Grasso è “antica e autodistruttiva”, ma su Facebook se ne leggono delle belle. Il flop della Rai a Euro 2012 e gli strilli al complotto di Marco Mazzocchi. “Sono un abbonato Rai che paga regolarmente il canone (…) oltre a essere un abbonato Sky, per questa ragione non seguivo da anni il calcio sulla Rai. Questo per dire che non ero abituato ad un numero impressionante di errori dei telecronisti rispetto a Sky, per non parlare di una differenza evidente di preparazione e competenza dei giornalisti”. “Per l’avversaria dell’Italia dobbiamo aspettare, ma per cambiare la telecronaca delle partite no (…) prendete Stefano Borghi di Sportitalia se non volete che la gente guardi la partita con il commento della radio o addiruttura senza audio!”. “Il servizio pubblico sportivo peggiore di sempre. Ridateci Bruno Pizzul a questo punto”. Questi sono solo alcuni dei commenti che si possono trovare sulla pagina Facebook di RaiSport. Non solo Aldo Grasso quindi, le critiche alla squadra Rai che segue gli Europei di calcio sembrano essere piuttosto condivise in rete. L’editorialista del Corsera non ha atteso molto per stroncare la spedizione in Ucraina e Polonia di Mazzocchi e compagni, il 14 giugno parlava già di “peggior performance dal 1954″. Oggi Grasso rincara la dose in un articolo molto condiviso sui social network. “L’Italia va avanti, ma RaiSport arretra, se possibile” attacca il giornalista e critico tv, “se questi Europei fossero stati assegnati a TeleNorba, anziché alla Rai, potremmo contare su un prodotto professionalmente più affidabile”. “Siamo nel 2012 e dobbiamo ancora sorbirci i predicozzi spocchiosi di Marco Mazzocchi - prosegue Grasso - o la conduzione di Paola Ferrari o gli interventi di Marino Bartoletti! Sono cose che fanno male, che, in un eccesso di fiducia, credevamo non vedere più con il governo Monti e dopo l’esperienza di Sudafrica 2010. Per un minimo di decenza, perché stiamo dando un’immagine di dilettanti allo sbaraglio”. Aldo Grasso conclude con un cenno al “complotto” evocato da Mazzocchi ed alla querelle con Fabio Caressa. La vicenda è nata da un’intervista che il telecronista Sky ha concesso a Maria Rosa Tomasello per una serie di quotidiani locali del Gruppo Espresso, nel quale Caressa rileva l’assenza di una “scuola nuova in Rai” per i commentatori facendo presente la necessità di opportune modifiche perché “evidentemente questo schema non funziona più, non solo in Rai”. Parole che non sono piaciute a Marco Mazzocchi, che ha affidato agli stessi quotidiani la replica: Caressa dice una cosa giusta: che i nostri sono meno allenati dei loro, ma non ha alcun elemento per dire che non c’è una scuola o qualcuno che non sappia insegnare. Di sicuro loro fanno centinaia di telecronache, ma io che le seguo posso dire che non tutte sono ottime. Perché invece nessuno parla delle cose positive, per esempio che c’è una copertura totale della nazionale, cosa mai accaduta prima? Siamo bravi anche perché sappiamo sopportare le critiche, e ci vedono 15 milioni di persone, non un milione Secondo il team leader della spedizione Rai agli Europei però la sua replica sarebbe stata opportunamente “depurata” di alcuni elementi importanti. Per questo Mazzocchi ha approfittato dello spazio quotidiano su RadioDue SuperMax per precisare. “A me va benissimo che chi lavora in Rai sia esposto a critiche” ha esordito il giornalista, “dopodiché contesto il fatto che un giornalista intervisti un commentatore di Sky per giudicare il lavoro della Rai, che è proprio deontologicamente sbagliato: è come se un giornalista intervistasse un tuo collega che deve giudicare il tuo lavoro, non si fa”. La stoccata finale è quella che Grasso definisce la “lagna dei giornalisti che si sentono al centro del complotto”. “Avevo anche aggiunto un altro elemento, che casualmente nell’intervista non c’è, che è abbastanza singolare che tutto ciò che fa la Rai solitamente o spesso viene criticato, mentre tutto quello che fa Sky non viene criticato. [...] Probabilmente il fatto che Sky paghi pagine di pubblicità su tutti i giornali può essere una forma di…”. Post a cura della redazione di Liquida.it.

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.