SILVIO BERLUSCONI: VOGLIO ESSERE IL LEADER DEI MODERATI PER IL DOPO MONTI

Mario Monti e Silvio Berlusconi

Preferisco astenermi da ogni commento a questa notizia, ve la riporto cosi com’è stata pubblicata dalla redazione de “La Repubblica”, oggi, 22 giugno 2012.

- Silvio Berlusconi lancia la sua sfida per il dopo Monti. Voglio “continuare a essere il leader dei moderati”. Finchè “gli italiani lo vorranno. E di lavorare ogni giorno, con tutte le mie forze, come ho sempre fatto, affinchè, terminata la fase comunque transitoria del governo Monti, un centrodestra in parte rinnovato e più ampio torni a guidare il paese”. Così, l’ex presidente del Consiglio in un’intervista pubblicata in appendice al libro “L’onestà al potere” di Roberto Gelmini sui nove anni di governo di Milano di Gabriele Albertini. Un’intervista che parte dalla sconfitta del centrodestra alle elezioni di Milano. Berlusconi spiega: “Certo non ci ha fatto bene. Ma è stata soprattutto un sintomo di un clima politico generale che si andava deteriorando sempre più, non solo in Italia. Ricordo che, alle elezioni di medio termine, tutti i governi europei in carica hanno subito gravi sconfitte”. Poi, sulle “sinistre di governo”:  “La sinistra, quando vince, non scende a patti. Quando nel 2006 prevalsero per 24.000 voti alle elezioni politiche proponemmo un governo di unità nazionale per gestire il paese spaccato a metà. Non si peritarono neppure di rispondere”. Poi l’analisi sulla situazione attuale: “Per venire ai nostri giorni, pur avendo la maggioranza sia alla Camera che al Senato e senza essere stati mai sfiduciati dal Parlamento non abbiamo esitato a farci da parte perchè abbiamo ritenuto che questo sarebbe stato più conveniente per il paese al fine di consentire una larga convergenza di fronte all’emergenza. Questa è la differenza tra noi e loro”. Non manca l’attacco alla magistratura. Berlusconi spiega: “Io stesso, fino ai primi momenti di Mani Pulite, conservavo, pur con crescenti perplessità, quella fiducia nei magistrati che mi aveva insegnato mio padre”. Poi: “Se c’è una cosa che non perdonerò mai a certi magistrati è proprio il fatto di aver distrutto questo sentimento, che era un valore e un ideale”. E l’intervista arriva il giorno dopo le rivelazioni de L’Espresso  sul piano di Berlusconi per appoggiare la candidatura alla premiership del sindaco di Firenze Matteo Renzi. Un piano che sarebbe stato messo a punto da Marcello Dell’Utri, Denis Versini e l’imprenditore Volpe Pasini. Nome in codice: Operazione Rosa Tricolore. Un tentativo per far fronte alla crisi di consensi del Pdl. -

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