Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, sarebbe indagato nell’inchiesta della Procura di Milano sui 70 milioni di euro che il polo privato della sanità Fondazione Maugeri ha pagato negli anni al consulente-mediatore Pierangelo Daccò. Lo scrive il Corriere della Sera. Le ipotesi di reato sarebbero due: corruzione per i numerosi benefit che Formigoni ha ricevuto da Daccò e di finanziamento illecito per una somma da oltre mezzo milione di euro ricevuta da un’azienda sanitaria e destinata alle elezioni Regionali 2010. L’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe arrivata dopo i recenti interrogatori, entrambi secretati, di Daccò e dell’ex assessore regionale alla Sanità Antonio Simone. Netta la replica del governatore: “Sono assolutamente sereno e tranquillo – ha dichiarato Formigoni nel corso di una conferenza stampa – Non ho notizia di questa indagine. Non sono stato informato. Ad oggi per me è notizia destituita di fondamento”. “Mi attendo – ha aggiunto il governatore – che domani il Corriere pubblichi in prima pagina la smentita della notizia che in queste ore ha causato sconcerto”. Ad una precisa domanda, Formigoni ha ribadito che, si tratta di “Accuse false e ingiustificate dalle quali sono pronto a difendermi. Ma non mi dimetto. Comunque, ove questa indagine fosse vera, raggiungerei dopo un lungo tempo di distanza la condizione di alcuni miei colleghi presidenti di Regione, da tempo oggetto di indagini, sia del mio schieramento sia della parte opposta. Nessuno, e giustamente, di questi miei colleghi – ha sottolineato il governatore – si è dimesso per essere stato raggiunto da un avviso di garanzia. Correttamente. Sono del tutto innocenti, io ritengo. Ma anche se non lo fossero, esercitano il diritto di difendersi. La mia idea è sempre quella. Non mi dimetto perché le cose che mi sono contestate sono insussistenti. E non mi dimetterò”. Post a cura de La Repubblica.
Sta assumendo i contorni di una telenovela questa indagine della Procura di Milano sui 70 milioni di euro che la Fondazione Maugeri avrebbe pagato al consulente Pierangelo Daccò e sul conseguente coinvolgimento del governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Due cose sono però certe, una è che Roberto Formigoni non si dimetterà mai dal suo incarico, come ha espressamente ripetuto decine di volte, l’altra è che non capisco come sia possibile che sia un quotidiano, in questo caso il Corriere della Sera, ad annunciare un provvedimento giudiziario di iscrizione nel registro degli indagati da parte di una Procura della Repubblica a un soggetto terzo, sostituendosi di fatto alla Procura stessa. Nelle prossime ore vedremo se l’iscrizione nel registro degli indagati di Roberto Formigoni è vera e reale come affermato dal Corriere della Sera, in tal caso aggiornerò questo post. A presto.

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