GUARDIA DI FINANZA: MAXI BLITZ ANTI-EVASIONE IERI A MILANO

Guardia di Finanza in azione a Milano

Articolo a cura della redazione de “La Repubblica Milano”.

Mesi di campagne antievasione non sembrano aver sortito grandi effetti a Milano. Ieri 170 militari del comando provinciale della Guardia di finanza sono stati mandati in giro per la città a fare controlli ed ecco cosa hanno scoperto: che un commerciante su tre – 60 ispezionati su 180 fino al tardo pomeriggio - non rilascia scontrino né ricevuta fiscale. Esattamente la stessa percentuale emersa dai blitz di fine gennaio. Questa volta le Fiamme gialle hanno agito su due fronti. Da una parte, controllando i commercianti, compresi quelli delle vie della movida (da via Brera ai Navigli, dove sono stati presi di mira in particolare i locali che organizzano gli happy hour), dall’altra colpendo un’altra categoria di ‘concorrenti sleali’, gli abusivi, quasi sempre immigrati, che vendono per strada borsette e altri capi d’abbigliamento contraffatti. Un modo anche per prevenire le critiche – spesso strumentali e cavalcate soprattutto dal centrodestra, com’è successo nella precedente campagna di controlli – su un presunto ‘accanimento’ nei confronti dei negozianti italiani a vantaggio degli stranieri, lasciati indisturbati. L’operazione della Finanza – tecnicamente un ‘piano coordinato di controllo economico del territorio’ – è scattata in mattinata e ha riguardato tutti i quartieri cittadini, da corso Buenos Aires a San Babila, da Sarpi a Bonola. Le pattuglie si sono mosse sia in divisa sia in borghese: uno dei casi più clamorosi all’Ortomercato dove, nell’orario in cui il mercato all’ingrosso è aperto al pubblico, è stato controllato un fruttivendolo che non aveva alcun tipo di licenza o di autorizzazione. I finanzieri gli hanno sequestrato e confiscato trecento casse di frutta. Pesche, banane e altra merce deperibile: per evitare che marcisse è stata devoluta alla Protezione civile di Milano e ad altre associazioni che distribuiscono cibo ai poveri come Exodus, Arca e Opera San Francesco. Un altro grosso sequestro ha colpito, a Chinatown, il titolare di un negozio di navigatori e altri componenti elettronici, circa tremilacinquecento pezzi. Nelle prossime settimane sono previsti nuovi interventi in altre zone della città e in provincia. «L’obiettivo – spiegano da via Valtellina, dove ha sede il comando provinciale della Guardia di finanza – è tutelare gli operatori economici regolari dalla sleale e illecita concorrenza degli abusivi e di coloro che vendono merci fuori norma. Ma anche evitare che gli esercenti che rispettano gli obblighi di emissione dei documenti finiscano con il risultare indebitamente svantaggiati rispetto a loro concorrenti che violano le norme tributarie». Intanto è nato il primo ‘consiglio milanese anticontraffazione’: il progetto, che nasce dalla collaborazione tra l’assessorato al Commercio e attività produttive del Comune e il centro studi Grande Milano, punta a coordinare tutte le istituzioni e gli operatori che a vario titolo si occupano di contraffazione e proprietà intellettuale. «Nel 2011 – spiega l’assessore Franco D’Alfonso – sono stati sequestrati 1,2 milioni di pezzi nella sola provincia di Milano». Nel primo semestre del 2012, invece, la polizia locale ha effettuato in città 3.421 sequestri amministrativi e 719 sequestri penali.

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