TRATTATIVA STATO-MAFIA: MAGISTRATI ACCERCHIATI DA POLITICA E STAMPA: FIRMA LA PETIZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

I magistrati Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Roberto Scarpinato.

Comunque la pensiate, politicamente parlando, l’attacco frontale e compatto portato avanti dalla politica (Tutta, partendo dal capo dello Stato fino al CSM) e da buona parte della stampa nei confronti della procura di Palermo è evidente, innegabile. Da quando sono state riavviate le indagine sulla trattativa Stato-Mafia i magistrati (Anche quelli della procura di Caltanissetta) impegnati in questa attività sono stati e sono insultati, attaccati, esposti al pubblico ludibrio. Il Fatto Quotidiano ha dunque deciso di avviare una raccolta firme in favore dei Giudici di Palermo e Caltanissetta, tra i quali cito in particolare Antonio Ingroia, Nino di Matteo e Roberto Scarpinato. Vi invito a fare come me (Vedi foto in basso) e partecipare a questa raccolta di firme (Cliccando QUI), 25.000 già pervenute in poche ore, per difendere il lavoro di questi magistrati. Ecco il punto di vista di Antonio Padellaro, direttore del Fatto Quotidiano:

Noi pensiamo che, di fronte all’incredibile accerchiamento cui sono sottoposti i pm di Palermo da parte di Quirinale, Csm, Avvocatura dello Stato, Pg della Cassazione e governo, una risposta dei cittadini sia indispensabile. Dai partiti non ci aspettavamo granché: a parte Di Pietro (per questo messo al bando dal sinedrio), non una sola voce si è levata a sostegno della Procura che sta indagando su una delle più infami trame della storia repubblicana. Quella tra pezzi dello Stato e i vertici di Cosa Nostra. Quella che Paolo Borsellino (ora commemorato dalle solite lacrime di coccodrillo) aveva molto probabilmente scoperto prima di essere assassinato in via D’Amelio. Per averlo ricordato, anche il procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato rischia di pagare un prezzo salato. Sulla guerra dichiarata a questi magistrati impegnati sulla trincea più rischiosa, tacciono perfino i vertici dell’Associazione magistrati con l’eccezione di quello palermitano. Dell’indecente silenzio di tomba osservato dalla quasi totalità della stampa italiana si occupa Marco Travaglio. 

Qui di seguito un estratto dell’editoriale di Marco Travaglio, vice direttore del Fatto:

Il regime dei Cinque dell’Apocalisse (Quirinale, Avvocatura dello Stato, Procura della Cassazione, Csm e Governo) che assedia la Procura di Palermo può ritenersi soddisfatto. La notizia anticipata dal Fatto sul procedimento disciplinare contro i pm Messineo e Di Matteo, rei del terribile delitto di intervista, ha raccolto l’audience mediatica auspicata: omertà assoluta di politici, giornali e tg… Munendosi di microscopio elettronico, si rinvengono su Repubblica alcune righe riservate alla notizia, pudicamente nascoste in fondo a un articolo dedicato a tutt’altro dal titolo “Caso Mancino-Quirinale, no alla legge ad hoc”, per evitare che qualcuno le noti. Problemi di spazio, probabilmente, in una giornata dominata da notizione come il pensiero di Brunetta su Monti, “Porcellum, la battaglia solitaria del soldato Giachetti”, “L’Italia dei borghi a 5 stelle”. Sul Corriere, neanche tre righe camuffate dietro la siepe: in compenso, ampio spazio al pensiero di Follini, alla gigantografia della famiglia reale Giorgio & Clio sulla sdraio a Stromboli, agli alti lai del nuovo Pellico, il ciellino Simone detenuto per corruzione dunque “prigioniero della politica e dei magistrati”. 

Partecipare alla raccolta firme è molto semplice

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