RIMBORSI ELETTORALI, LA CAMERA VOTA SI AL DIMEZZAMENTO MA DICE NO ALL’ABROGAZIONE

Camera dei deputati

Rimborsi elettorali e finanziamenti pubblici ai partiti. La politica non vuole proprio mollare questa gallina dalle uova d’oro. Infatti ieri, a Montecitorio, se da un lato sono stati dimezzati i rimborsi elettorali, dall’altro lato è stato di fatto reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti, che, come già spiegato in questo mio recente articolo, era stato abrogato da un referendum nell’aprile del 1993. Inoltre vi segnalo che al Senato, invece, la commissione Affari Costituzionali ha approvato l’articolo 1 del ddl di riforme costituzionali che prevede la riduzione dei deputati a 508 (8 sono gli eletti all’estero) e dei senatori a 254 (4 eletti all’estero). Speriamo bene. Per capire meglio cosa sia successo ieri alla Camera e come si siano svolte le votazioni vi invito a leggere questo esauriente articolo di Sonia Oranges, pubblicato sul sito web de “Il Fatto Quotidiano”.

La Camera dimezza i rimborsi elettorali ai partiti. Ma, al contempo, reintroduce il concetto difinanziamento pubblico cancellato da un referendum (e da Tangentopoli) nel 1993. L’aula di Montecitorio ha infatti approvato il primo articolo della proposta di legge sulla riforma dei partiti, che riduce i contributi, con 372 sì, 97 no e 17 astenuti. Contro hanno votato LegaRadicaliNoi Sud eIdv. In sostanza, è modificato il sistema di contribuzione pubblica alla politica: il 70% del fondo a favore dei partiti (attualmente pari a 63,7 milioni) continua ad essere erogato a titolo di rimborso per le spese sostenute in occasione delle elezioni, mentre il restante 30% (pari a 27 milioni 300mila euro) è legato alla capacità di autofinanziamento del partito ed è erogato in maniera proporzionale alle quote associative e ai finanziamenti privati raccolti. Come? I partiti avranno diritto a 50 centesimi per ogni euro ricevuto a titolo di quote associative ed erogazioni liberali da parte di persone fisiche o enti, con un limite massimo di 10mila euro per quota, per impedire che un solo soggetto abbia un eccessivo controllo sul partito. Le donazioni, come il tesseramento, dovranno essere dimostrate da ricevute. Tutto questo, entro e non oltre il fondo del cofinanziamento, la cui entità è stabilita a monte. Quel che esce dalla porta, insomma, rischia di rientrare dalla finestra.

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GIOVANNI FALCONE, UN GIUDICE ITALIANO

Giovanni Falcone

23 Maggio 1992. Esattamente 20 anni fa ci fu la strage di Capaci in cui morirono i magistrati Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro. Voglio oggi ricordare queste vittime di Stato non con frasi fatte o messaggi pieni di retorica, vi assicuro che i personaggi politici di questo Paese lo faranno a piu riprese in questa giornata. Bensì voglio ricordare queste persone invitandovi a guardare un documentario della trasmissione “La storia siamo noi”, andato in onda il 26 maggio 2011, dal titolo “Giovanni Falcone, un Giudice italiano”. Qui di seguito inserisco il video del documentario e una dichiarazione del magistrato Ilda Boccassini. A presto.

Né il Paese né la magistratura né il potere, quale ne sia il segno politico, hanno saputo accettare le idee di Falcone, in vita, e più che comprenderle, in morte, se ne appropriano a piene mani, deformandole secondo la convenienza del momento. Non c’è stato uomo la cui fiducia e amicizia è stata tradita con più determinazione e malignità. Eppure le cattedrali e i convegni, anno dopo anno, sono sempre affollati di “amici” che magari, con Falcone vivo, sono stati i burattinai o i burattini di qualche indegna campagna di calunnie e insinuazioni che lo ha colpito.  Ilda Boccassini.

LA NATO DICE STOP ALLA GUERRA IN AFGHANISTAN, L’ITALIA VERSERA’ 120 MILIONI DI € ALL’ANNO

Barack Obama a Chicago

Durante il vertice mondiale della NATO, che si sta tenendo in queste ore a Chicago, una delle novità piu importanti è che ci si prepara a una decisa exit strategy dall’impegno militare in Afghanistan. Il presidente Barack Obama ha affermato ”Ora possiamo davvero finire questa guerra”, ben conscio del fatto che quella in territorio afghano è, da sempre una delle operazioni militari piu discusse e piu criticate dall’opinione pubblica americana e mondiale. Ha inoltre aggiunto, parlando alla platea dei leader della Nato e del presidente afghano Hamid Karzai  che ”Nel momento in cui gli afghani sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilita’, non saranno abbandonati”. E l’Italia? Il nostro ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha ricordato che ”L’Italia si e’ impegnata politicamente per fornire un contributo annuo di 120 milioni di euro l’anno per tre anni per il finanziamento e la sostenibilita’ delle forze di sicurezza afghane”, ricordando che il numero di forze italiane sara’ ”considerevolmente inferiore rispetto a quello attuale”. Provino adesso a spiegare la necessità di tali spese ai cittadini italiani. A presto.

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IL MOVIMENTO 5 STELLE ESULTA: PIZZAROTTI NUOVO SINDACO DI PARMA!

La homepage del Fatto Quotidiano dedicata a Federico Pizzarotti, nuovo sindaco di Parma

A cura della redazione de Il Fatto Quotidiano. Ore 17.00 – Federico Pizzarotti, il candidato del Movimento 5 stelle a Parma, è sindaco di Parma. Ha battuto di quasi venti punti  Vincenzo Bernazzoli, il candidato del centrosinistra: 60,14 contro il 39,86. Un abisso. E’ la presa della Bastiglia, la Stalingrado sognata da Beppe Grillo. E’ l’addio alla vecchia politica e lo spazio al nuovo. A una cosa politica che ancora non è definita, forse, ma che esiste già e si chiama Movimento 5 stelle . I cittadini accorsi sotto il Comune per vedere i risultati non riescono quasi a crederci: “Era ora, andate tutti a casa”. C’è già chi comincia a festeggiare, ma il diretto interessato mantiene la calma. Ma poi parla da sindaco: “Ora ci prepariamo a governare questa città”. Una campagna elettorale “low cost” di circa 6mila euro, un programma giocato tutto sulla trasparenza. -

Questo risultato dei ballottaggi delle elezioni comunali è e dovrà essere una svolta nel panorama politico italiano. Non è la vittoria di Beppe Grillo, ma la vittoria del Movimento 5 Stelle, e di tutti quegli italiani che, come me, lo sostengono dal giorno della sua nascita, il 4 ottobre 2009. Il comico genovese ha l’enorme merito di aver creato e dato visibilità nazionale (e non solo nazionale) al movimento e di aver girato l’Italia con i suoi comizi elettorali riempiendo le piazze, ma il merito piu grande è di queste ragazze e ragazzi che dal nulla, senza l’appoggio delle televisioni, senza quello dei giornali, sono riusciti in questa impresa incredibile. Le ultime settimane hanno visto la vecchia partitocrazia aggredire il Movimento 5 Stelle in ogni modo, leale e sleale, fino ad arrivare agli insulti, ma alla fine giustizia è stata fatta. Sono davvero molto, molto felice. Il cambiamento per questo Paese, quello vero, forse è finalmente iniziato.  Aggiornerò questo post con i risultati complessivi dei ballottaggi nelle prossime ore.

Aggiornamento ore 19.00: Amministrative, tutti i risultati, a cura de Ansa.it, clicca QUI. Affluenza al 51,4%: netta la flessione.

Dal profilo Twitter di Beppe Grillo: I nuovi sindaci a 5 stelle: Pizzarotti (39 anni), Maniero (26), Fabbri (29), Castiglion (32): età media 31 anni e 6 mesi #m5s #elezioni 2012

VITTORIO SGARBI E IL TERREMOTO: L’EMILIA SAPRA’ REAGIRE, NON COME L’ABRUZZO CHE SI PIANGE ADDOSSO

Vittorio Sgarbi

Vi segnalo le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, ex sindaco di Salemi, in relazione al terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna, causando la morte di 7 persone. Tali dichiarazioni sono riportate da molti siti web, qui di seguito vi propongo l’articolo pubblicato dall’agenzia di stampa www.adnkronos.com :

In Abruzzo stanno fermi a pensare che lo Stato sia inetto, senza reagire“. Se il terremoto che ha colpito l’Emilia avesse fatto tremare “il Molise, l’Abruzzo o altre Regioni del Sud Italia, allora la tragedia sarebbe doppia“. Lo dice all’Adnkronos Vittorio Sgarbi, critico d’arte ed ex sindaco di Salemi. Sgarbi a Ferrara e’ nato e la notte scorsa ha mancato il terremoto di un soffio. “Sono passato a Ferrara verso le 2 – racconta – ero incerto se fermarmi o proseguire fino a Gorizia. Poi ho deciso di partire”. Ma se adesso l’Emilia fa i conti con crolli, morti e feriti, “l’aspetto positivo e’ che, come nel Friuli, la ricostruzione sara’ rapida, mentre nel meridione sarebbe stata una catastrofe“. E questo perche’ “gli emiliani non staranno certo con le mani in mano, mentre in Abruzzo, all’Aquila – attacca – si vive d’inerzia, tutto e’ fermo come all’inizio, si aspetta solo che lo Stato faccia qualcosa e intanto ci si piange addosso”. Anche sul patrimonio culturale, gravemente danneggiato dal sisma, in Emilia “il territorio interverra’ sicuramente. Sono molto ottimista perche’ conosco la disponibilita’ psicologica emiliana, il senso civico, imprenditoriale, amministrativo. Insomma, non staranno fermi e sono convinto che tra un mese saranno gia’ ripartiti. All’Aquila son passati tre anni – rincara la dose Sgarbi – ma e’ tutto esattamente come all’indomani del sisma. Stanno mani in mano, ad aspettare”.

Lascio ad ognuno di voi la libera interpretazione e giudizio di tali dichiarazioni. A presto.

TERREMOTO DI MAGNITUDO 6 IN EMILIA ROMAGNA. VITTIME E DANNI INGENTI.

I danni provocati dalle scosse di terremoto a Finale Emilia (foto di Elisabetta Baracchi/ANSA)

Ore 08.30.Ultim ‘ora a cura della redazione de Ansa.it: E’ di tre morti il bilancio, ancora provvisorio, della forte scossa di terremoto avvertita all’alba in tutto il Nord Italia. Il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha rivisto a 6 (dal precedente 5.9) la magnitudo e l’ipocentro della scossa a 5,1 km di profondità (dai precedenti 10,1). Le vittime in Emilia-Romagna, tutte in provincia di Ferrara: due a Sant’Agostino, nel crollo di una fabbrica di ceramica, e una a Ponte Rodoni di Bondeno, dove e’ caduto il capannone di un’azienda a ciclo continuo di polistirolo espanso. Ingenti danni anche in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli. La scossa e’ stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 4.04, seguita da due repliche di intensita’ minore: una di 3.3 alle 5.35 e un’altra di 2.9 alle 5.44. L’epicentro nella pianura padana emiliana, a una decina di chilometri di profondita’ dal suolo, sempre nella stessa zona, in provincia di Modena, dove secondo le forze dell’ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi. Una donna di 37 anni e’ morta a Sant’Alberto di San Pietro in Casale, nel Bolognese, probabilmente a causa di un malore provocato dallo spavento riportato durante il sisma. 

Alle ore 09.30 si terrà a Ferrara un briefing con il capo della protezione civile. Per seguire gli aggiornamenti cliccate sui seguenti link delle agenzie di stampa: Repubblica; Corriere Della Sera; Ansa. Per la Fotogallery clicca QUI.

Aggiornamento ore 09:20. Maurizio Barbieri, de La Nuova Ferrara, intervistato da Rai News 24 ha detto che nei giorni scorsi nel ferrarese vi erano state alcune scosse, ma di intensità molto lieve e che non avevano destato particolari preoccupazioni. Le vittime sarebbero 5, risulta inoltre un disperso tra i lavoratori di una fabbrica nel ferrarese.

Aggiornamento ore 11:00. Cinque morti, oltre 200 interventi richiesti ai centralini del 118 tra Modena e Ferrara, e un disperso. Si aggrava il bilancio del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna.

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BRINDISI, UN ORDIGNO ESPLODE NEI PRESSI DELL’ISTITUTO “FALCONE-MORVILLO”, UNA STUDENTESSA E’ MORTA

L’Istituto “Falcone-Morvillo” (Foto Ansa)

ORE 09:35. Pochi minuti fa è stata pubblicata dalle agenzia di stampa una notizia sconcertante. Un ordigno è esploso davanti ad una scuola a Brindisi. Seguendo la diretta su RaiNews24 ho appena appreso che una studentessa è morta e un altra si trova adesso in ospedale in gravi condizioni, vi sono anche altri feriti. La scuola in questione è l’Istituto professionale “Falcone-Morvillo” e va ricordato che proprio oggi, proprio nel brindisino, era previsto il passaggio della “Carovana della legalità”. Strane coincidenze queste. Se coincidenze sono. Ma al momento è troppo presto per avanzare ipotesi, quello che successo è di una gravità inaudita, la cosa importante adesso sono le condizioni di salute dei feriti. La notizia della morte di una ragazza mi ha scioccato, vi invito a seguire la diretta su RaiNews 24, oppure la diretta su SkyTg24, potrete inoltre approfondire sui siti web di queste testate giornalistiche: Repubblica, Ansa, FattoQuotidiano.

Aggiornamento ore 10:15. Sembra che ad esplodere siano state due bombole di gas unite insieme, ma non all’interno di un cassonetto, bensì appoggiate su un muretto nei pressi della scuola. 8 studenti feriti, la vittima si chiamava Melissa Bassi, aveva 16 anni ed era di Mesagne (BR).

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